La scrittura è un mezzo di comunicazione ed è, anche, una forma di espressione interiore.
Il test di grafologia è un test proiettivo. L’uomo rivela sé stesso in un momento preciso, rivela la propria immagine, il proprio procedere per mezzo di un’azione che ferma il tempo.
La grafia diventa simbolo: una chiave per accedere, tramite il manifesto, all’inesprimibile.
Per eseguire un’indagine grafologica bisogna, sempre, essere alla ricerca dell’infinita ricchezza dell’essere umano ed essere vigili sui cambiamenti che la società, di cui l’uomo è fautore, subisce nel tempo.
Grafologia
All’inizio della mia avventura, come novella allieva e principiante grafologa, mi sono ritrovata a scrivere un articolo sul giornale della Scuola Crotti, presso cui mi sono formata, intitolato “La grafologia mi dà luce”.
… “Scrivere diventa una forma terapeutica che permette di prendere coscienza delle proprie attitudini, propri sentimenti, ambizioni, blocchi emotivi.
Saper leggere la scrittura significa cogliere l’anima dello scrivente tenendo conto che l’analisi grafodiagnostica è una fotografia del presente al quale concorrono le influenze, le condizioni di una realtà temporale – personale precisa. Le variabili esterne e i moti dell’animo interiore possono modificarsi.
E’ sorprendente il contributo che questa disciplina continua a darmi, mi rendo conto di prendere coscienza dei miei limiti ma con stupore e soddisfazione di prendere coscienza delle mie qualità innate, ritorno al principio della “luce”: la grafologia permette di vedere il mondo di una persona sotto l’inchiostro della penna. …”
Leggendo un libro dedicato al tema “energia” ho fatto mie queste pillole di conoscenza. Il simbolo ha un proprio significato etimologico che è “mettere insieme”,“ comprendere”, “prendere dentro”, il simbolo significa far propria l’intenzione di esso.
Leggendo una citazione di M. Trevi di cui “il simbolo è la dimensione che qualsiasi oggetto (artificiale o naturale) acquista nel momento in cui può evocare una realtà non inerente”, ho immediatamente associato che tutto nella vita dell’uomo è associato al simbolo.
Pulver ha avuto la geniale intuizione che nello spazio grafico esistono delle manifestazioni significative nel modo di procedere della penna (io) sul foglio (ambiente).
Nasce il simbolismo spaziale. Pulver ha stabilito ai quattro lati del foglio l’esistenza di vettori-forze che determinano l’andamento dello scritto.
Sinistra: madre, passato, origini-Destra: padre, futuro, attività-Alto: spirito, mente, ideale- Basso: inconscio, istinto, sessualità, materia.
L’indagine grafologica è la lettura dei messaggi in codice che il cervello registra nel tratto grafico.
Allport si esprime così nei confronti dell’analisi della scrittura: “è scrittura del cervello, influenzata da una serie di impulsi nervosi espressi che danno un accento individuale ai movimenti volontari della mano. Essendo un gesto cristallizzato, essa è, in ogni caso, il movimento espressivo più accessibile allo studio, perché tutti gli altri movimenti sono transitori…”
Padre Gerolamo Moretti, il fondatore della grafologia italiana ha raccontato come, fin da bambino, scorgeva l’autore dello scritto nei suoi movimenti più spontanei: nel suo modo di ridere, di piangere , di muoversi, di conversare , di imporsi, di reagire…; definiva la scrittura come registrazione delle sfumate funzioni del cervello.
La scrittura è il prodotto finale della combinazione del sistema neuropsicologico centrale e il sistema muscolare periferico.
La scrittura richiede una fase di apprendimento (il cervello inizia ad imitare le forme letterali associando un suono; i grafemi vengono associati a fonemi) e poi di naturale automatizzazione, sino renderla atto spontaneo, composto dall’ambivalenza conscio-inconscio.
“La scrittura è un movimento raffinato e quanto più personalizzato.
La scrittura è il prodotto integrato dell’intera attività cerebrale.
Per scrivere, per parlare, per muoverci dobbiamo usare tutto il cervello.”
Dott. Magni
La grafologia ha assunto valore scientifico per cui la tecnica, basata su misurazioni, dà le basi per favorire un’analisi oggettiva mentre la diagnostica ne produce l’assemblamento.
Le quantità insieme si compongono in qualità, dono, capacità, vizio, limite.
La grafologia studia la personalità (frutto della combinazione di temperamento, intelligenza, affettività). L’uomo è una ricchezza infinita il cui comportamento è in continuo movimento, in quanto dentro di noi scorre l’energia. La grafologia si forma e matura seguendo la scuola della psicologia dinamica.
Nell’eseguire un’analisi si accende un riflettore su quel tempo che si è fermato e se ne scopre la verità comprensibile.
Nel 1992 sono stati stilati 14 articoli rappresentativi del “Codice Deontologico Europeo dei grafologi”. Tale documento va rispettato da parte di coloro che vantano la professione di grafologo.
Vi è, infatti, un Consiglio di disciplina che ne controlla e ne valuta l’insolvenza. In esso vengono citate le valenze morali che il grafologo deve rispettare in nome del potere valutativo di questa disciplina, quali onestà, senso di umanità, rispetto della privacy.
Inoltre aggiunge che si deve mantenere competenza e obiettività per svolgere questo compito (principio che richiede preparazione e precisione nel prendere in considerazione esclusivamente gli scritti originali, esclusi fax e fotocopie).
Riservatezza e discrezione sono necessari al fine di tutelare le caratteristiche rilevate da un documento che è personale (non può essere, quindi, sottratto o di un’altra persona).
La richiesta di una analisi può distinguersi per finalità personali o professionali. In quest’ultimo caso, deve essere assolutamente attinente al tipo di informazioni per cui si effettua un profilo, negando qualsiasi tipo di analisi di compiacenza.
Concludo esprimendo una grande soddisfazione nel conoscere la grafologia.



